Impariamo a fare le orecchiette pugliesi come la nonna insegna

Premetto che questo articolo prima di tutto lo affido al vento, l’unico in grado di trasportarlo fin lassù, l’unico in grado di recapitarlo direttamente nelle mani di una grande donna, l’unico in grado di trasmettere a mia nonna tutta la mia gratitudine e il mio affetto nei suoi confronti, si perché quello che sto per scrivervi lo devo solo ed esclusivamente a lei, e perdonatemi se con il cuore in mano scrivo GRAZIE NONNA.

Ma fatta questa, per me doverosa premessa, partiamo subito alla scoperta di questo meraviglioso prodotto della tradizione conosciuto un po’ in tutto il mondo.

Durante la vostra visita nelle pittoresche cittadine del Gargano sicuramente potrete imbattervi in tradizionali negozietti che producono e vendono direttamente le famosissime orecchiette pugliesi. La domanda che adesso sorge spontanea in tutti voi è: ma che colcosiano di diverso queste incredibili orecchiette rispetto a quelle comuni che troviamo in tutti i negozi?

Beh innanzitutto c’è da dire che già dall’aspetto estetico le differenze sono molteplici. Il colore per esempio, di quel giallo intenso della semola di grano duro utilizzata dalle nostre esperte massaie, e la porosità della pasta che in quelle fatte a mano è decisamente più evidente e marcata; ma anche nella forma c’è differenza, infatti hanno la grazia di essere tutte un po’ diverse tra loro, io dico sempre che nella loro perfezione sono tutte un po’ imperfette; sono delle vere e proprie opere d’arte queste orecchiette. E poi c’è l’amore, la passione e quell’inconfondibile gusto di grano del nostro sconfinato Tavoliere delle Puglie; c’è poi l’esperienza delle nostre massaie, delle nostre nonne, delle nostre mamme, che con la loro meravigliosa manualità riescono a dar vita a veri e propri capolavori.

Dovreste vederle queste straordinarie donne quando sono all’opera; in casa o nella loro botteguccia è sempre festa, un tripudio di odori e colori e un mescolarsi di emozioni, tra semola che vola e profumo di tradizioni. Sono emozioni forti, autentiche, che voi viaggiatori dovete assolutamente provare durante la vostra esperienza sul Gargano.

Ma adesso spostiamoci dalla teoria per passare un po’ alla pratica e per capire realmente quali sono gli ingredienti da utilizzare e quale invece il procedimento per realizzare in casa le orecchiette pugliesi.

Partiamo subito dagli ingredienti che sono i seguenti:

400 gr. di semola rimacinata di grano duro (del Tavoliere);

1 dl di acqua tiepida;

1 presa di sale (ma potete assaggiare)

Amore, passione e tanta ma tanta pazienza

.

Terminata la lista degli ingredienti passiamo adesso al più complicato procedimento:

- versate sulla spianatoia la semola di grano duro a cui avrete precedentemente aggiunto il sale, create la famosa fontana e unite l’acqua tiepida un po’ alla volta per iniziare ad impastare;

- lavorate la pasta per una decina di minuti, stando attendi ad utilizzare molto bene la parte bassa del palmo della vostra mano per schiacciare, e continuate fino a quando all’interno si saranno formate delle minuscole bollicine: dovrete ottenere una pasta piuttosto soda e liscia;

- una volta che avrete terminato di impastare, coprite il panetto con un panno umido; iniziate subito staccando un pezzetto di pasta e arrotolatelo sulla spianatoia infarinata fino a ottenere un lungo salamino dello spessore di una matita; tagliatelo in tanti pezzettini lunghi un centimetro;

- con la punta arrotondata di un coltello “strascinate” ovvero trascinate sulla spianatoia ogni pezzetto in modo che la pasta, curvandosi, diventi simile a una conchiglietta;

- appoggiate ogni conchiglietta sulla punta del dito pollice e rovesciarla all’indietro aiutandovi, se necessario, con la lama del coltello;

- il risultato finale saranno delle orecchiette che andrete a sistemare una accanto all’altra su di un telo, su un vassoio di cartone o sulla stessa spianatoia;

- proseguite allo stesso modo fino a quando non avrete esaurito tutta la pasta. Il consiglio è quello di preparare queste meraviglie  la sera prima per lasciarle asciugare tutta la notte in modo da farle leggermente seccare.

Una volta creati questi piccoli gioielli è finalmente arrivata l’ora di cucinarli; e secondo voi, rispettando la nostra tradizione quale piatto potrei mai consigliarvi? Ebbene si,  cuciniamo le famose orecchiette alle cime di rapa, altra meraviglia della nostra tradizione.

Con questo meraviglioso piatto termino il mio percorso con le orecchiette; questa è la mia esperienza amici, questo è il mio sapere tramandatomi da mia nonna che con immenso piacere io ho condiviso con voi attraverso questo, spero piacevole articolo.

Buona esperienza a tutti..!


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2 CommentiLascia un commento

    • Hai ragione Manuela, è una sensazione davvero incredibile. Ecco la vera essenza delle tradizioni, ecco perchè con tutto il cuore vorrei che mai nessuna tradizione scomparisse. Noi abbiamo bisogno di loro, quindi impegniamoci al massimo per preservarle, conservarle e tramandarle. Grazie ancora per il bellissimo commento e alla prossima…:-D

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